• Festival Grock
  • Festival Grock
  • Festival degli scali a mare
  • Dialoghi
  • Dialoghi
  • Festival degli scali a mare
  • Dialoghi
  • Festival degli scali a mare

tutto il teatro in un manifesto


La mostra è stata realizzata a

Genova, Palazzo Ducale
28 maggio - 30 agosto 2009

Roma, Casa dei Teatri
6 maggio - 12 settembre 2010 

La mostra è sempre disponibile su richiesta

Per richiedere il catalogo della mostra:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

GUARDA L'INSERTO DEL NUMERO 17 DELLA RIVISTA PROGETTO GRAFICO, DEDICATO ALLA NOSTRA MOSTRA

Allegati:
Scarica questo file (Inserto n°17 progetto grafico.pdf)Inserto n°17 progetto grafico.pdf[Inserto del n°17 della rivista Progetto Grafico]1992 Kb

Qui di seguito gli appunti che raccontano il nostro lavoro

Il viaggio Oltre il Muro per noi inizia qualche anno fa, nel 2001, mettendo in scena Il Pazzo e la Monaca di Stanislaw Ignacy Witkiewicz (1885-1939). Alcuni mesi dopo, grazie a Pietro Marchesani, arriva la possibilità di portare a Genova un'irripetibile mostra di Bruno Schultz; poi alcuni libri in cui siamo stati coinvolti, Kaddish di Jan Kott e la prima stampa italiana integrale de La Classe Morta di Kantor, sempre grazie alla generosa fatica di Pietro. Infine il Faust di Janusz Wisniewski, visto ad Edimburgo. Dopo Faust, nel 2005, inizia una serie di viaggi che ci porta a lavorare al Nowy Teatr di Poznan ed a scoprire la splendida grafica polacca. E dietro alla grafica, la storia, la fatica di un popolo. Le domande spaziano, vanno oltre i confini dell'arte a cercare di indagare l'unico evento storico di portata mondiale a cui la nostra generazione ha assistito: il crollo del Muro.
Il nostro lavoro di teatranti diventa un viaggio alla ricerca della nuova Europa, alla ricerca di quell'Europa-cerniera, sempre meno Est e sempre più centro, baricentro di un nuovo assetto geopolitico.
A Poznan, al Nowy Teatr, ci raggiunge Danièle, scenografa. Danièle ha due passaporti, uno francese ed uno italiano, ed un cognome polacco, in origine Szulewicz, oggi Sulewic. Ha la geografia inquieta di questa terra, incisa nel volto e nello sguardo.
La mia vita è un puzzle, ci dice. Non le domandiamo nulla. Sappiamo che è la prima volta che mette piede in Polonia. Ha vinto una resistenza atavica ed è venuta, per ritrovare una traccia. Ma Danièle è curiosa, vuole ricomporre le tessere del puzzle e chiede.
La mostra Tutto il Teatro in un Manifesto. Polonia 1989-2009, non abbiamo dubbi, deve essere affidata a Danièle. Con lei iniziamo a scandagliare gallerie d'arte, magazzini teatrali, botteghe perse dentro a cortili bui, mercati ghiacciati nell'inverno polacco. Sembra fiutare una traccia. Sembra decifrare nei volti incisi nel legno dlla Chiesa di S. Maria a Cracovia piuttosto che nel Museo Nazionale di Varsavia, gli stessi volti dei manichini di Kantor, gli stessi volti deformati e burattineschi che compaiono nella grafica, nei manifesti teatrali.
Lasciamo che siano le sue parole a restituire quel cortocircuito emotivo che intravediamo nei suoi occhi:
"I manifesti del teatro polacco non sono buonisti, la loro estetica è sempre un po' disturbante, la loro forza espressiva piena di irrequietezza. L'uso del mondo dell'infanzia, pupazzi, giocattoli, con il filtro dell'occhio crudo dell'adulto, ci riporta non solo alla crudeltà istintiva dei bambini ma a quella dell'uomo senza innocenza. I manichini con la loro metafisica e la loro realistica quotidianità si integrano al mondo teatrale e portano con loro una poesia non rassicurante (...)".
Il nostro viaggio è stato un viaggio dentro una storia personale e dentro la Storia: la scoperta di un paese con un passato complicato e tragico, con una cultura forte, ostinata ed affascinante.

Sergio Maifredi, Corrado d'Elia e Danièle Sulewic

Si tratta di un'iniziativa espositiva di notevole interesse che s'inserisce nel quadro di una proposta culturale più ampia promossa in città e che prevede incontri, momenti di discussione e di confronto nella circostanza della ricorrenza ventennale della caduta del muro di Berlino.[...] Un percorso espositivo che ci offre anche la possibilità di un approccio nuovo e diretto ad una cultura e ad un popolo, la cui rappresentazione è stata per troppo tempo e troppo spesso ingiustamente viziata e deformata da stereotipi e pregiudizi.
La mostra si caratterizza per un singolare allestimento scenografico con manichini provenienti dal teatro "Nowy Teatr" di Poznan e con l'esposizione di circa 200 manifesti teatrali d'artista, grafiche e filmati che offrono una visuale articolata e puntuale dei mutamenti occorsi nella società e nella cultura polacca negli anni immediatamente successivi alla caduta del muro di Berlino.

Marta Vincenzi
Sindaco di Genova

 



Ricevi HTML?