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RASSEGNE ED EVENTI:

Frantoi dell'Arte (rassegna e premio)

   da Gennaio ad Aprile, Ponente Ligure

Vero West, di Sam Shepard (spettacolo)

   tournée da Marzo

Drammaturgia a Palazzo Spinola (rassegna)

   Aprile, Palazzo Spinola (Genova)

Guglielmo Embriaco (spettacolo Progetto Giovani)

   Maggio, Genova

Premio Hystrio

   Maggio, Pieve Ligure (GE)

Viaggiatori viaggianti (spettacolo)

   da giugno a settembre, Genova - Pieve Ligure - Bogliasco - Santa Margherita

Scuola di Teatro / workshop / master

   da Giugno a Settembre, Genova - Finale Ligure - Apricale

Dialoghi sulla rappresentazione vol. I: Da Epidauro a Second Life (rassegna)

 settembre, Palazzo Tursi (Genova)

Festival Grock 2008

   ottobre, Imperia

Officina dei Sogni Possibili

   da novembre, Genova e Finale Ligure (SV)


 

 

2008 – 2009 – 2010 VIAGGI NELLE GEOGRAFIE POSSIBILI

VIAGGI

Polonia - 2008

S.Pietroburgo-Minsk-Kiev-Odessa-Bucarest-Sofia-Istambul - 2009

“Scriviamo queste righe, scivolando tra foreste, colline, pianure e laghi: da Varsavia verso Helsinki, passando per Vilnius, Riga e Tallin. L'anno prossimo saranno 20 anni dacché è caduto il Muro di Berlino. Con inesplorati artisti dell'Est vogliamo raccontare la nostra generazione: la Generazione che ha avuto la Luna, che è nata mentre l'uomo sfiorava la Luna; che aveva vent'anni ad Ovest come ad Est quando 'sto Muro è caduto; che ne ha quaranta oggi che sta cercando di costruire un' Europa di moneta unica, wi-fi e Cultura in condivisione, connecting people e toccando il futuro.

Questa la ragione del viaggio.

Di uno dei molti viaggi verso Est che abbiamo cominciato a fare da un po’ di tempo. Ripercorrendo i luoghi di una storia recente che ci sfugge, provando a resistere nei meno 15 gradi che l’inverno polacco infligge ad Auschiwiz e Birkenau, imparando a dire pane, chleb, per sopravvivere nelle campagne ai confini con l’Ucraina. Passare accanto alla “Tana del Lupo” dove Hitler si rifugiò negli ultimi anni, camminare nei campi dove si ammazzavano 2.000 persone al giorno. Capire gli odii che non si sdradicano, il collaborazionismo. Eppoi su, verso le mitiche Repubblice Baltiche, dormendo in residui di caserme sovietiche con boscaioli e vagabondi.

Perché andiamo, perché voliamo verso le contraddizioni e l’energia di Bucarest, città cantiere, ribaltata e randagia come i branchi di cani che ti assediano, vivace, poetica e disperata, tra la birra e i balli al “Caru cu Bere” e il ragazzino che ti ruba la colazione dal tavolino?

Ingegneri francesi ci raccontano di come la Francia non perda un’appalto nel rimodernare le ferrovie ad Est mentre ogni strada verso Tallin porta il simbolo azzurro e stellato della nuova Europa.

Intuiamo, capiamo ora che la nostra generazione è chiamata a concretizzare un sogno iniziato molto tempo prima.

Non ci sono libri che ti raccontano una verità in qualche modo “storica” di questo magma che è già Oriente, che è ancora Europa. Non resta che andare di persona, sapere che non si saprà, che si potrà forse appena intuire, che riporteremo sensazioni soggettive da condividere con i nostri “spettatori” come un diario di viaggio, come un album fotografico a fine vacanza.

A Varsavia, Walkuski, Eidrigevicius e Piriankov, artisti figurativi, premiati ovunque nel mondo, ci accolgono nei loro studi dopo una semplice email e una telefonata, il Brunello di Montalcino, messo ad arte in valigia, fa il resto e arriva il all'unisono: pronti a partire, a venire in Italia, a raccontarsi, ad esporre le loro opere, a dire il prima e il dopo 1989.

Vilnius, Città della Cultura 2009, ci accoglie senza burocrazia: la Città sarà con noi, con il nostro progetto. A Riga, Rolls Royce, Ferrari, Bentley e Maserati buttate un po' qua e un po' là raccontano di altri commerci: opere d'arte semoventi su tacchi a spillo affilati come lame. Anche questo è il vicino Est, di democrazie bambine e nuovi ricchi, di sogni e peep-show.

Tallin sa già di Finlandia, la Russia affiora nelle Chiese e nei lineamenti; è difficile pensare che anche qui l'occupazione sia finita nel 1991 ma è così e il primo Pub di Tallin porta con orgoglio scolpita la data in cui è stato aperto: anno del Signore 1993.

Racconteremo pure questo: come anche una birra in compagnia, qui, ha il sapore della conquista.

Racconteremo l’orizzonte che si apre Oltre il Muro, l’orizzonte verso Est, l’orizzonte da lì guardando verso Ovest. Guardiamo con l’occhio dei teatranti, degli artisti. Non siamo e non saremo altro. Ogni incontro ne porta uno che segue, completa e al tempo stesso rende più labile il precedente. Entriamo nelle librerie, nei centri commerciali, nelle Chiese, nei teatri, mangiamo al ristorante o mangiamo con le mani, ci facciamo tradurre proverbi contadini e premi Nobel.

Tornati in Italia archiviamo, elaboriamo, scriviamo, incontriamo i rappresentanti governativi e cerchiamo di riordinarci le idee, gli appunti.

Iniziamo a costruire una mostra sui grandi maestri della scuola polacca degli illustratori per il teatro, il cinema, l’opera e il circo. Centinaia di poster, decine di artisti.

Dentro alla mostra: film, spettacoli, pittura, incontri, piroghi e bigos (ravioli e minestra di cavolo) e vodka.

Vogliamo creare una carovana di poesia nomade che, come una matrioska, contenga altra arte, una mostra di quell’arte immensa che è l’arte di raccontare in un fotogramma dipinto un’intera opera, una regia nello spazio di 70 cm x 100 cm: lo spazio di un manifesto. Di un plakat, appunto”.

 

Corrado d’Elia – Sergio Maifredi, maggio 2008



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